Scheda

Valpelline

Il Sentiero della Speranza

Le Chemin de l’Espoir

Esposizione Permanente

La Svizzera Terra d’Asilo 1943-1945

La Suisse Terre d’Asile 1943-1945

Hospice du Grand-Saint-Bernard (2474 m)

Hospice du Grand-Saint-Bernard (2474 m)

L'Esposizione

Contenuto

L’esposizione illustra i momenti più significativi dei passaggi e delle permanenze nella neutrale Svizzera dal settembre del 1943, durante la Seconda guerra mondiale e dopo l’armistizio con gli Alleati. Via via sono quindi figure come gli ebrei, sia italiani sia di nazionalità straniera, in cerca di salvezza dalla persecuzione nazifascista nel Nord Italia; come Maria José di Savoia principessa di Piemonte che parte, con i figli, il 9 settembre 1943 in macchina dal castello di Sarre per il Col du Grand-Saint-Bernard verso Montreux; come Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica Italiana, che da By dei Farinet si porta nel settembre 1943, con la consorte, in Svizzera per l’esilio, aiutato dal canonico Jean-Joconde Stévenin e da guide locali; ex prigionieri alleati (inglesi, australiani); figure di antifascisti valdostani, ivi comprese figure del clero come l’abbé Bréan e l’abbé Bougeat che, con Amédée Berthod, furono costretti all’esilio nel maggio del 1944 dopo l’arresto e la morte della loro guida Émile Chanoux; partigiani valdostani in ripiegamento che cercano e trovano il passaggio verso la neutrale Svizzera. Alcuni partono dalla conca di By di Ollomont a 2000 metri, altri valicando la Fenêtre-Durand a circa 2800 metri, altri il Col de Barasson verso il Menouve e il Grand-Saint-Bernard, altri ancora tramite Prarayer e più in alto il Rocher de la Division che porta sul ghiacciaio di Zermatt dove scendono anche dal Breuil-Cervinia, oppure tramite la strada che mena da Étroubles al Col du Grand-Saint-Bernard (2474 m) e al suo millenario Ospizio-Hospice tenuto dai Canonici in territorio già svizzero. Altri ancora, italiani internati in Svizzera, tornano in Italia nell’estate del 1944 per partecipare attivamente alla Resistenza, passando dai colli sopra Ollomont. Sul territorio, è segnalato con tre pannelli illustrativi il percorso che dal villaggio di Glassier in Ollomont conduce in Svizzera nel Valais, a Bourg-Saint-Pierre o in Val de Bagnes, attraverso la Fenêtre-Durand « che chiude il vallone di By ». « La ricchezza e la completezza dell’esposizione, divisa per temi e per protagonisti, è dovuta ai documenti e alle fotografie mostrati provenienti dalle raccolte archivistiche dell’Istituto, dagli archivi federali svizzeri e da privati; inoltre, la mostra accoglie una sezione bibliografica e documentari di ricostruzione di passaggi tra la Valle e la Svizzera. Essa è quindi visitabile sia a scopo culturale e di testimonianza storica, sia a scopo didattico-educativo ».

Inaugurazione dello spazio espositivo permanente

Preceduto da una sessione estiva dal mese di giugno a metà del mese di settembre 2005 all’Hospice du Grand-Saint-Bernard, lo spazio permanente a Valpelline è stato inaugurato, in primis, domenica 10 agosto 2008, in occasione della Rencontre des Émigrés che si svolgeva a Valpelline in quella edizione e sabato 18 aprile 2009, in sistemazione definitiva. Alla sua inaugurazione di sabato 18 aprile 2009 presso il salone dell’Alpinismo della Biblioteca intercomunale di Valpelline, hanno partecipato il Sindaco di Valpelline, Claudio Restano; l’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura, Laurent Viérin; il Presidente della Regione, Augusto Rollandin. L’inaugurazione ha visto le relazioni sul tema oggetto della mostra, di Paolo Momigliano Levi, curatore per la Valle d’Aosta del Progetto Interreg La Memoria delle Alpi / La Mémoire des Alpes, e di Alexandre Bougeat, ricercatore. La mostra è stata arricchita dalla visione del filmato « La Traversée », dedicato al passaggio, nel maggio del 1944, sulla via dell’esilio dalla Valle in Valais in Svizzera degli antifascisti abbés Bréan e Bougeat, con Amédée Berthod e da un filmato che ripercorre la via dell’esilio di Luigi Einaudi.

Illustrazione Italiano - Francese

L’esposizione era accompagnata da un breve testo policopiato e bilingue italiano-francese di sintesi redatto dal prof. Momigliano Levi attorno agli esuli valdostani in Svizzera ed alla loro attività, in funzione della liberazione della Valle d’Aosta dal nazi-fascismo e della sua riorganizzazione politica, amministrativa, economica e culturale. In particolare, il pensatore federalista e uomo d’azione e guida nella Resistenza valdostana Émile Chanoux (1906-1944) individuò nella Confederazione Elvetica il modello di federalismo europeo, nel rispetto della personalità dei popoli e per la salvaguardia della pace in Europa.

Allestimento della Mostra Permanente

Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta / Institut d’histoire de la Résistance et de la société valdôtaine, Aosta, sotto la direzione del prof. Paolo Momigliano Levi, responsabile del Progetto Interreg

Apparato Scientifico

Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta / Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, Aosta, sotto la direzione del prof. Paolo Momigliano Levi, responsabile del Progetto Interreg

Valpelline

Valpelline, abitata da circa 700 abitanti, è situata nell’omonima valle delle Alpi Pennine in Valle d’Aosta ad una altezza di 960 metri di altitudine, a lato della valle del Gran San Bernardo che, tramite il celebre passo carrabile e il Tunnel, porta nel Valais svizzero. Attorniata dal maestoso massiccio del Grand-Combin e da molte cime, fra le quali il Mont-Vélan (3708 m), visibili dalla valle centrale. Valpelline dista 12 km da Aosta, 53 km dal Tunnel del Monte Bianco, 32 km dal Tunnel del Gran San Bernardo. Proseguendo sulla strada regionale della Valpelline, si trovano i tipici villaggi di grande montagna di Bionaz, Oyace e Ollomont, celebri anche per i loro alpeggi e per le rinomate fontine. La grande diga di Place-Moulin chiude la valle a Prarayer de Bionaz. Innumerevoli sono le vie di randonnées, sia in inverno sia in estate tra verdi paesaggi con fauna e flora caratteristiche. Nei secoli, la Valpelline è stata punto di passaggio fondamentale verso i colli che portano nel Vallese svizzero, con cui intrattiene da sempre contatti. La Valpelline (Valpelline, Ollomont, Oyace, Bionaz), percorsa nei due rami dai torrente Buthier e Buthier di Ollomont, è chiusa dal Grand-Combin (4314 m) sul Valais svizzero con cui confina e altre cime quali il mont Vélan (3731 m), il mont Gelé (3519 m), il ghiacciaio de La Tsa de Tsan verso la Capanna Aosta (2788 m) e il Rocher de la Division alla Tête de la Valpelline, la Dent d’Hérens (4171 m) e verso la catena del monte Cervino, les Grandes-Murailles.

Informazioni utili

In riallestimento dopo il periodo di pandemia

Contatti

Chef-Lieu, n. 6/A · 11010 Valpelline
+39 0125 807 974
biblioteca@comune.valpelline.ao.it

Referente

Comune di Valpelline – Biblioteca Intercomunale Abbé Joseph-Marie Henry.

Come Arrivare

Valpelline si situa a circa 12 km da Aosta città ed è lungo l’asse della strada statale internazionale che porta al passo e al Tunnel del Gran San Bernardo verso la Svizzera, prendendo a Variney il bivio per la valle omonima (Valpelline, Ollomont, Oyace, Bionaz). Uscita autostradale sulla A5 ad Aosta Est, prendendo la direzione Traforo del Gran San Bernardo che, attraverso la galleria viadotto su Signayes, sbuca sulla strada statale internazionale del Gran San Bernardo. Ad Aosta, ci s’arriva sia in treno da sud sia in pullmann di linea dall’autostazione di rue Carrel, che servono anche le valli laterali come Valpelline.

Projet Interreg III A Alcotra n. 62, Unione Europea / Union Européenne 2003-2008

Ente capofila
Regione Piemonte

Fra gli Enti partners, Alpi occidentali
Regione Autonoma Valle d’Aosta/Région Autonome Vallée d’Aoste

Ente scientifico per la Valle d’Aosta
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta/Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, sotto la direzione del prof. Paolo Momigliano Levi, responsabile del Progetto Interreg. Presidenze Giulio Dolchi (†20 ottobre 2003), Piero Lucat, Ernest Breuvé (†12 aprile 2008), César Dujany

Direzione
Prof.ssa Silvana Presa